Ambulatorio Veterinario Aleandri a Roma

Da molti anni è in vigore per i cani l’obbligo di impianto di un microchip e conseguente iscrizione all’Anagrafe Canina. Le anagrafi sono strutturate su base regionale. Per quanto riguarda i gatti invece l’obbligo di impianto del microchip e l’iscrizione all’anagrafe è previsto (come per i furetti) solo in caso di espatrio e, quindi, di richiesta del passaporto europeo. Al di fuori di questo obbligo un proprietario di gatti di sua iniziativa può, tuttavia, far applicare il microchip e iscrivere il gatto.
L’iscrizione può avvenire con due modalità o utilizzando l’anagrafe pubblica (la stessa dove si iscrivono i cani, ma in una sezione dedicata) oppure utilizzando l'Anagrafe Nazionale Felina dalla "Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani" (A.N.M.V.I.). Nel primo caso si tratta di una anagrafe pubblica, dove è possibile registrare tutti i gatti, anche quelli che non devono espatriare. Questa possibilità non è attiva in tutte le regioni (per es. nel Lazio si) quindi dovete chiedere al vostro veterinario se, nel vostro territorio è prevista questa modalità. Nel caso dell’Anagrafe Nazionale Felina dell’A.N.M.V.I. parliamo invece di una anagrafe privata gestita dai veterinari iscritti. Un gatto volendo può essere iscritto ad entrambe le anagrafi (cosa tutto sommato consigliabile) utilizzando lo stesso numero di microchip (quindi ne va impiantato comunque uno solo)
In tutti i casi esclusa, come già detto la richiesta di un passaporto europeo, l’iscrizione non è obbligatoria, ma è altamente consigliata soprattutto nei casi in cui esiste un alto rischio di smarrimento o di furto. Se il tuo gatto si allontana spesso da casa, ad esempio, l'Anagrafe e il microchip ti consentiranno di ritrovarlo più facilmente e di poter dimostrare la proprietà del micio (cosa importante in caso di furto).
La procedura di iscrizione è complementare all'impianto del microchip, un piccolo dispositivo che viene inoculato al gatto da un veterinario autorizzato. Il microchip, delle dimensioni di pochi millimetri, ha l'aspetto di una capsula in vetro trasparente, ed è totalmente sicuro per la salute del gatto. Viene prodotto con materiali biocompatibili e viene inserito sottocute, per mezzo di una siringa sterile monouso, su un lato del collo o fra le scapole. Generalmente l'intervento non necessita di anestesia, se non in caso di gatti particolarmente irrequieti. Una volta applicato, il dispositivo non darà alcun fastidio al micio, che potrà conviverci tranquillamente senza avvertirne la presenza.
Il microchip è un "transponder": normalmente inerte, si attiva esclusivamente quando viene "interrogato" da un apposito lettore. Al suo interno contiene un codice di 15 cifre che consente di risalire ai dati del gatto e del suo proprietario registrati presso l'Anagrafe Felina. L'impianto del microchip ha un costo, che può variare da veterinario a veterinario.
Quando un gatto microchippato viene smarrito, il suo proprietario deve rivolgersi alla ASL per segnalare lo smarrimento (se iscritto all’anagrafe pubblica) o ad un veterinario aderente all’anagrafe privata (se iscritto a quest’ultima), in modo da poter segnalare l’evento sul database dell'Anagrafe. Chi ritrova un gatto, invece, deve avvertire l'autorità di competenza e poi portare l'animale presso l'ASL o un veterinario, per accertare che sia munito di microchip: in caso affermativo bisognerà verificare su quale database è registrato. Per quanto riguarda l’anagrafe pubblica in molte regioni (ma non in tutte) il veterinario autorizzato può risalire direttamente al proprietario, in altre bisogna rivolgersi ai servizi veterinari delle ASL. In caso di anagrafe privata i veterinari iscritti possono accedere ai dati del proprietario e contattarlo.
Una raccomandazione importante in caso di qualsiasi modifica dei dati (cambio di residenza o di recapito telefonico, nuovo proprietario, morte del gatto) bisogna dare una rapida comunicazione alla ASL o al veterinario aderente in maniera da provvedere tempestivamente alla correzione.