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Ambulatorio Veterinario Aleandri a Roma

Si parte da un normale prelievo, che può essere eseguito da qualsiasi veterinario ASL o libero professionista; il campione andrà contrassegnato con i nomi dell'animale e del suo proprietario, allegando anche il numero del microchip, e poi consegnato all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale. E' importante che il sangue non venga mai congelato (si conserva ad una temperatura massima di 4°C) e che sia inviato senza anticoagulante.
Al campione deve essere allegata un'apposita documentazione, che consiste in:
- uno speciale modulo, da compilare a cura del veterinario che ha effettuato il prelievo;
- la ricevuta del pagamento di € 53,05 da effettuare tramite bollettino postale sul Conto Corrente n° 57317000 oppure a mezzo bonifico bancario alle seguenti coordinate: Unicredit - Banca di Roma Ag. Ciampino (RM) IBAN IT44L0300239550000400001593.
L'Istituto Zooprofilattico prevede anche il pagamento diretto presso i suoi uffici. Si può richiedere la fattura, intestata al proprietario dell'animale oppure al veterinario. I dati per l'emissione della fattura possono essere trasmessi all'Istituto direttamente (in caso di pagamento in sede) oppure tramite fax al numero 06/79099464/303, oppure ancora via email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Per ulteriori chiarimenti relativi al pagamento e alla fatturazione è possibile contattare telefonicamente l'Istituto al numero 0679099407. I campioni, completi di documentazione, possono essere consegnati direttamente oppure spediti a: Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana - Via Appia Nuova 1411 - 00178 Roma.
Prima di spedire è importante inviare una mail di avviso agli indirizzi:
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L'Istituto risponde generalmente entro 19 giorni lavorativi dal ricevimento del campione.
E' possibile scegliere se ritirare direttamente la risposta in Istituto oppure riceverla tramite posta o fax, indicando i riferimenti sul modulo di accettazione.
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Ambulatorio Veterinario Aleandri a Roma

Le vaccinazioni del cane sono di due tipi: “core” e “non core”.
Al primo gruppo appartengono cimurro, epatite infettiva, parvovirosi e sono quei vaccini che è consigliabile praticare ad ogni cane indipendentemente da altri fattori. Si tratta di malattie molto gravi con prognosi grave o infausta per le quali non esistono terapie sempre risolutive. Il vaccino, quindi, rappresenta l'unica protezione efficace.
Estremamente contagiose (soprattutto la parvovirosi), tali infezioni possono colpire ogni cane indipendentemente dalla razza, dallo stile di vita e dall'ambiente in cui vive, e provocano atroci sofferenze che possono condurre rapidamente alla morte; possono esserci dei casi di soggetti guariti ma questi spesso residuano danni permanenti più o meno gravi e di difficile gestione. Grazie al vaccino, il cane viene immunizzato in modo efficace e con effetti collaterali minimi.
Al gruppo dei vaccini “non core” appartengono quei vaccini il cui impiego può essere consigliato o meno a seconda dell’area geografica dove vive il cane, del suo stile di vita o di particolari situazioni in cui può venirsi a trovare. Tra queste ricordiamo il vaccino per la leptospirosi, per la leishmaniosi e quello contro la malattia respiratoria infettiva canina (CIRD) che una volta si chiamava “tosse dei canili”.
Il vaccino per la leptospirosi, pur facendo parte dei “non core” in Italia è un vaccino indispensabile e praticato a tutti i cani (alla stregua di quelli “core”). Si tratta di una malattia grave con esito spesso mortale, per altro contagiosa anche per l’uomo. Viene trasmessa dall’urina dei topi e dei cani. La vaccinazione contro la CIRD viene generalmente consigliata a quei cani che frequentano luoghi molto promiscui, come canili, pensioni, parchi pubblici e i centri di addestramento.
La profilassi contro la leishmania, invece, è raccomandata nella stagione estiva o nelle zone geografiche dove la malattia è endemica (generalmente pianura e collina, ma ci sono focolai anche in aree montagnose) con alta concentrazione di flebotomi (piccole zanzare dette anche pappataci), soprattutto se il cane è solito restare fuori nelle ore serali.
Un discorso a parte va fatto per l’antirabbica, entro i confini del territorio italiano, al momento, non è richiesta obbligatoriamente perché il nostro paese è considerato indenne. Per questo motivo non viene generalmente praticata, ma la situazione potrebbe cambiare qualora insorgessero nuovi focolai. Inoltre, in alcune regioni del nord est, considerate a rischio, è comunque consigliata. L'antirabbica è invece obbligatoria (ed è l’unico vaccino obbligatorio per legge in questo momento) se il cane deve recarsi all’estero. In questo caso va praticata 21 giorni prima della partenza e va riportata sul passaporto europeo per animali d’affezione.
Tutti i vaccini possono essere somministrati al cane a partire dai 50-55 giorni di vita (anche prima nel caso della parvovirosi) e vanno richiamati con tempi e modalità che verranno decisi dal Medico Veterinario in base alle necessità di ogni singolo cane (ed è per questo motivo a volte i piani vaccinali possono differire da cane a cane)
Affinché qualsiasi vaccino possa essere realmente efficace senza causare effetti indesiderati, però, è importante che esistano due condizioni fondamentali:
- la somministrazione deve essere affidata esclusivamente ad un Medico Veterinario iscritto all'Ordine. Il vaccino è una procedura medica complessa e delicata, che solo il veterinario è in grado di eseguire con i tempi e le modalità corrette, facendosi anche garante del rispetto scrupolose delle procedure di conservazione ed utilizzo del vaccino (per es. assicura il rispetto della catena del freddo, i vaccini vanno conservati a temperature tra i 4 e gli 8 °C pena la perdita di efficacia). In più, solo il veterinario è autorizzato al rilascio del libretto delle vaccinazioni, documento indispensabile per attestare l'avvenuta effettuazione di tutti i vaccini
- per ogni vaccino devono sempre essere rispettate le scadenze dei richiami. Per poter garantire una copertura efficiente e costante, infatti, ogni vaccino deve essere somministrato nuovamente dopo un periodo di tempo che varia a seconda del caso e delle valutazioni del Medico Veterinario
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Ambulatorio Veterinario Aleandri a Roma

Attivo a Roma nelle zone di Gianicolense, Monteverde e Portuense, il Centro Veterinario Aleandri costituisce da quasi 30 anni un punto di riferimento d'eccellenza per la cura degli animali da compagnia.
Diretto dal dott. Fabio Maria Aleandri, medico veterinario specializzato in Cardiologia, il Centro si fregia di diverse certificazioni che ne attestano la qualità, la competenza e la professionalità; queste prerogative, unite a preziose doti di umanità e di profondo amore per gli animali, rendono la struttura un vero e proprio fiore all'occhiello della medicina veterinaria italiana. L'ambulatorio è suddiviso in diverse sale, ampie e perfettamente organizzate per tutti i tipi di procedure diagnostiche, mediche e chirurgiche; alcuni locali sono preposti al ricovero, al day hospital e alla degenza. A ciò si aggiungono due sale visita e una sala d'aspetto.
Un team di specialisti altamente preparati, supportato da strumentazioni d'avanguardia e da macchinari di ultima generazione, offre un ventaglio di prestazioni quanto mai ricco e completo che comprende:
• cure dentali;
• check up;
• impianto del microchip;
• oncologia veterinaria;
• cardiologia;
• ostetricia;
• medicina interna;
• ortopedia;
• vaccinazioni, sia obbligatorie che facoltative;
• analisi cliniche;
• diagnostica per immagini.
Le analisi cliniche (sangue, feci, urine, liquidi cavitari, citologie, esami istologici, colture micotiche e fungine) vengono eseguite nell'annesso laboratorio; per alcuni particolari tipi di esami, il Centro si avvale della collaborazione di un laboratorio esterno serio e affidabile in grado di fornire risultati di altissima precisione in tempi brevi.
La struttura è attrezzata con le tecnologie più avanzate per tutti i tipi di esami radiologici, ecografici, elettrocardiografici ed endoscopici. Dispone inoltre di una sala operatoria riservata e sterile munita di tavolo operatorio con superficie riscaldata e di strumentazioni per l' anestesia gassosa, il monitoraggio cardiocircolatorio e la rianimazione: qui viene effettuata la maggior parte delle chirurgie addominali, toraciche ed ortopediche.
In caso di necessità è prevista la visita a domicilio.
Il Centro riceve su appuntamento dal lunedi al venerdi dalle 9:30 alle 13 e dalle 16:00 alle 20:00; il sabato dalle 9.30 alle 13.30.
Ovviamente, le emergenze non necessitano di appuntamento e possono accedere in qualsiasi momento: in questo caso, basterà una semplice telefonata per avvisare del vostro arrivo.
E' possibile prenotare telefonicamente, on line o tramite mail: tutti i riferimenti sono presenti sul sito ufficiale https://www.ambvetaleandri.eu/
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Ambulatorio Veterinario Aleandri a Roma

Dal 1992, il Centro Veterinario Aleandri costituisce a Roma un punto di riferimento d'eccellenza certificato per la cura degli animali da compagnia, in particolare cani e gatti. E' attivo nelle zone di Marconi, Gianicolense, Portuense e Monteverde, dove si distingue per la sua struttura all'avanguardia e per il suo staff altamente qualificato.
Diretto fin dalla sua fondazione dal Dott. Fabio Maria Aleandri, esperto in Cardiologia Veterinaria, l'ambulatorio è attrezzato con strumentazioni mediche avanzate in grado di supportare servizi plurimi di medicina interna, chirurgia, diagnostica per immagini, ortopedia, vaccinazioni, impianto microchip, ostetricia e ginecologia, cardiologia, cure dentali e analisi cliniche.
Ogni problematica viene affrontata in spazi distinti e appositamente organizzati: si va dalla sala d'attesa a quelle per le visite generali, dagli ambienti dedicati alla diagnostica per immagini (ecografia, radiologia, endoscopia) alla sala operatoria. I gatti possono contare su locali riservati per il ricovero e la degenza; per i cani è previsto il day hospital.
Tutte le analisi vengono affidate ad un laboratorio esterno di fiducia attrezzato e all'avanguardia in grado di refertare in tempi molto brevi. Completezza, tecnologia e preparazione non sono gli unici capisaldi della struttura: alla base di tutto sta un grande amore per gli animali, e la forte consapevolezza che la cura dei nostri preziosi amici non può prescindere da una scrupolosa attenzione al loro benessere psicologico. Per questo, ogni servizio viene erogato nel pieno rispetto della sensibilità dei piccoli quattrozampe e dei loro proprietari.
Il Centro è aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 e il sabato mattina dalle 9.30 alle 13.30 su appuntamento. Al di fuori di questi orari e per le emergenze, lo staff è raggiungibile ai recapiti indicati sul sito ufficiale della struttura.
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Attualmente, l'applicazione del microchip e l'iscrizione all'Anagrafe Felina non sono procedure obbligatorie per il gatto; tuttavia, se il tuo peloso si allontana anche saltuariamente da casa o lo porti con te durante i viaggi e gli spostamenti, queste misure possono rivelarsi estremamente preziose. Il microchip e l'Anagrafe, infatti, rappresentano un formidabile sistema di identificazione che permette di ritrovare più facilmente il gatto in caso di smarrimento o furto.
Vediamo insieme di cosa di tratta e come funziona.
- MICROCHIP
E' un piccolo dispositivo elettronico che viene inserito sotto la cute del gatto (solitamente nel collo o fra le scapole). In condizioni normali resta inerte, e si attiva solo quando viene "interrogato" da un apposito strumento per la lettura del codice identificativo univoco di 15 cifre. Questo codice contiene tutti i dati personali del gatto e del suo proprietario. L'impianto del microchip è indolore: non necessita quindi di sedazione, tranne in caso di gatto molto ansioso. Una volta inserito, il microchip non provoca alcun fastidio o reazione al micio, che può conviverci tranquillamente senza avvertirne la presenza. La sua applicazione è richiesta obbligatoriamente ai fini del rilascio del Passaporto Europeo per animali da compagnia.
- ISCRIZIONE ALL'ANAGRAFE NAZIONALE FELINA
Contestuale all'applicazione del microchip è la registrazione presso la banca dati telematica privata dell''A.N.M.V.I. ("Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani"). Questa iscrizione non è obbligatoria, ma avviene su base volontaria: sei quindi assolutamente libero di registrare o meno il tuo micio, così come accade per il microchip. Dopo aver impiantato il dispositivo, il veterinario procede all'Iscrizione in banca dati, dove crea una scheda personale con i dati identificativi dell'animale (nome, età, razza, aspetto del manto, ecc.) e del suo proprietario (nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico). Nella scheda viene riportato anche il codice di 15 cifre contenuto nel microchip. Entrambe le procedure (microchippatura e iscrizione in Anagrafe) possono essere eseguite solo dai veterinari che aderiscono all'A.N.M.V.I. (trovi l'elenco sul sito ufficiale http://www.anagrafenazionalefelina.it/) e sono prestazioni a pagamento, dal costo variabile. Dopo la microchippatura e la registrazione in banca dati, i veterinari dell'Associazione restano il punto di riferimento fondamentale in caso di furto o smarrimento. Quando un gatto microchippato viene smarrito, infatti, il proprietario può rivolgersi ad uno qualsiasi di questi veterinari, che procederà alla segnalazione in banca dati. Chi ritrova un gatto, invece, dovrà portarlo in ASL o da un qualsiasi veterinario iscritto all'Ordine per verificare la presenza del microchip; in caso affermativo, dovrà recarsi da un veterinario A.N.M.V.I. per la lettura del codice e il rintraccio del proprietario. E' quindi importantissimo, da parte del proprietario del micio, comunicare sempre in modo tempestivo qualsiasi variazione dei suoi dati personali (come l'indirizzo e il recapito telefonico).
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A differenza dei gatti, per i quali non sussiste alcun obbligo, i cani devono necessariamente essere identificati tramite microchip e registrazione all'Anagrafe Canina della regione di residenza, pena una sanzione. Oltre a rappresentare una misura efficace contro il randagismo, questo sistema permette di rintracciare il cane in caso di smarrimento e di rivendicarne la proprietà in caso di furto; in quanto unico metodo identificativo riconosciuto in Europa, è inoltre requisito imprescindibile per il rilascio del Passaporto Europeo per animali da compagnia.
L'iscrizione all'Anagrafe Canina, a cura del proprietario, va effettuata presso un veterinario abilitato entro i due mesi di vita dell'animale o entro trenta giorni dalla data in cui se ne entra in possesso. Per iscrivere il cane sono necessari:
- il documento di identità e il codice fiscale del proprietario;
- la ricevuta del pagamento di 8 euro, da versare alla propria ASL di competenza;
- la presenza del proprietario per la firma del certificato di iscrizione.
Dopo aver registrato il cane e creato la sua scheda personale in banca dati, il veterinario provvede all'applicazione del microchip. Ma cos'è esattamente il microchip? Si tratta di un piccolo dispositivo in vetro biocompatibile, dall'aspetto simile a quello di una capsula. Date le sue minuscole dimensioni, viene inoculato al cane tramite iniezione; solitamente, si posiziona nel sottocute del collo o fra le scapole. Una volta inserito, il microchip resta inerte fino a quando non viene "interrogato" da un apposito strumento per la lettura del codice contenuto all'interno: tale codice, composto da 15 cifre, è strettamente personale e contiene tutti i riferimenti utili a identificare il cane e il suo proprietario. L'impianto del microchip è una prestazione a pagamento, il cui costo varia da veterinario a veterinario.
Qualsiasi eventuale variazione dei dati contenuti nella scheda dell'Anagrafe (cambio di proprietario, nuova residenza, decesso del cane, ecc.) va comunicata entro 15 giorni recandosi all'Anagrafe Canina della propria ASL di competenza.
Una volta impiantato il microchip ed effettuata l'iscrizione, come procedere in caso di furto o smarrimento? L'accaduto va denunciato alla Polizia locale entro 24 ore; la denuncia rilasciata dalla Polizia deve poi essere portata in ASL per la segnalazione, insieme al certificato di iscrizione, ad un modello di denuncia compilato dal proprietario e al documento di identità e al codice fiscale del proprietario. Chi ritrova, invece, può identificare il cane tramite lettura del microchip presso un veterinario abilitato o presso i servizi veterinari ASL.
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Estate, tempo di vacanze e di relax: e, per chi ha la fortuna di condividere la sua vita con un cane o con un gatto, anche una splendida occasione per trascorrere più tempo con il proprio amico del cuore. Affinché questa esperienza sia serena e senza spiacevoli imprevisti, però, è essenziale curare con un certo anticipo alcuni semplici ma importanti dettagli che riguardano:
- la salute
- la documentazione
- i mezzi di trasporto
- il soggiorno
Nella settimana che precede la partenza, porta il tuo peloso dal veterinario per una visita: servirà ad accertare che il suo organismo sia in buona salute e perfettamente in grado di affrontare il viaggio. Qualora lo ritenga opportuno, il veterinario potrà prescrivere un farmaco contro i malesseri da viaggio (mal d'aria, d'auto, di mare o di treno).
La visita sarà utile anche nel caso in cui il tuo piccolo amico non abbia ancora effettuato i richiami dei vaccini di base o eventuali profilassi aggiuntive. Per poter viaggiare, infatti, cani e gatti devono essere in regola con le vaccinazioni di base; in alcune località essere necessarie delle vaccinazioni aggiuntive. Ricordiamo che per andare all’estero è necessaria sempre la vaccinazione antirabbica (effettuata almeno 21 giorni prima della partenza) e, in alcuni stati, anche la titolazione degli anticorpi antirabbica. Inoltre per l’espatrio è richiesto il passaporto europeo per animali da compagnia (cani, gatti e furetti) che viene rilasciato dalla ASL veterinaria di residenza . Una volta effettuati, i vaccini e i richiami vengono annotati dal veterinario sul libretto delle vaccinazioni (o sul passaporto europeo in caso di espatrio) che dovrà accompagnare il tuo peloso sempre e ovunque durante i vostri viaggi. La documentazione per viaggiare con uno o più animali domestici varia da paese a paese, quindi è molto importante informarsi in tempo utile con le ambasciate o con i siti ufficiali delle nazioni di interesse.
Analogamente, le compagnie aeree, ferroviarie e di navigazione prevedono regolamenti differenti in materia di trasporto di cani e gatti: prima di prenotare, quindi, è sempre opportuno prenderne visione. In linea generale, il gatto viaggia sempre ben chiuso nel suo trasportino (che deve essere rigorosamente omologato) mentre per i cani sono previste misure diverse, dall'uso di guinzaglio e museruola (in treno) ai contenitori da collocare in cabina o nel bagagliaio (aereo) fino agli appositi spazi dedicati (nave e traghetto). In caso di viaggio in auto è previsto il trasportino per il gatto, mentre per il cane sono ammesse varie opzioni (trasportino, gabbia, sedile posteriore o bagagliaio munito di divisore).
Per la sicurezza di tutti, è imperativo non lasciare mai l'animale libero di circolare per l'abitacolo. Qualsiasi sia il mezzo di trasporto scelto, fai sempre attenzione che il tuo peloso non resti esposto al sole e che si mantenga idratato, così da evitare il rischio di colpi di calore o di altri malesseri. Per quanto riguarda il soggiorno, accertati che tutte le strutture da te scelte nella località di destinazione, dall'albergo alla spiaggia, accettino animali domestici e siano adeguatamente attrezzate.
Buon viaggio!
Foto di Jodie Louise da Pexels
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Se la tua cagna non è sterilizzata, prima o poi arriveranno i cuccioli: e sarà un'esperienza meravigliosa che cambierà in meglio le vostre vite. Ma attenzione: esattamente come per l'essere umano, anche per i cani è fondamentale prevedere un opportuno iter di controlli veterinari. Queste procedure consentono di accertare lo stato di salute della madre e di seguire lo sviluppo dei piccoli, rilevando in tempo utile eventuali anomalie: in questo modo, la tua piccola amica potrà vivere in tutta serenità questo delicato periodo della sua esistenza.
Il veterinario di fiducia, importante in ogni fase della vita del cane, assume in questo frangente un ruolo cruciale: gravidanza e parto sono eventi da trattare più che mai con competenza, delicatezza e amorevolezza. L'ambulatorio dovrà essere attrezzato con dotazioni d'avanguardia per la diagnosi, il monitoraggio e il parto cesareo. A Roma, il Centro Veterinario Aleandri costituisce in tal senso un punto di riferimento d'eccellenza. Forte di un team medico altamente qualificato, attento e professionale, questa struttura è organizzata con apparecchiature "ad hoc" per tutte le prestazioni ostetriche, spaziando dai controlli e interventi di routine agli esami più particolari come la "diagnosi precoce ecografica". Questa metodica permette di conoscere l'età fetale e la data del parto. Largamente utilizzata per seguire le varie fasi della gestazione, l'ecografia è uno strumento sicuro e affidabile con il quale è possibile monitorare i feti già dalle prime settimane, seguendone il ritmo di crescita e il battito cardiaco. Il numero dei cuccioli e il loro apparato scheletrico saranno invece visibili attraverso lo strumento radiografico.
La gestazione del cane può durare dai 55 ai 75 giorni: in questo lasso di tempo è fondamentale osservare tutte le prescrizioni del veterinario e portare regolarmente la gestante in ambulatorio per i controlli periodici. Ciò consentirà anche di stabilire l'eventuale opportunità di programmare un parto cesareo. In condizioni normali il parto può avvenire naturalmente in casa, predisponendo per la futura mamma una cuccia morbida e spaziosa in un angolo silenzioso e appartato. Nel caso in cui dovessero sopravvenire complicanze durante il travaglio, no problem: l'ambulatorio Aleandri è adeguatamente attrezzato per il parto cesareo d'urgenza.
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Gentile Veterinario,
la mia cagna Setter Inglese ha appena dato alla luce 9 cuccioli. Trattandosi di un parto numeroso, vorremmo avere consigli in merito all’assistenza migliore che potremmo darle, oltre che all’alimentazione e per l’allattamento dei 9 cuccioli.
In attesa di una sua risposta,
cordiali saluti
Risposta del Dott. Fabio Maria Aleandri - Medico Veterinario
Gentile Sig.ra,
Nella gestione del parto e dello sviluppo neonatale sono diverse le cose che bisogna prendere in considerazione.
In generale i cuccioli devono vivere in un ambiente circoscritto (nursery) ma in cui la mamma si possa muovere agevolmente senza rischiare di schiacciarli. Quindi deve essere di dimensioni adeguate (dipende ovviamente dalla taglia della mamma), chiusa sui 4 lati da bordi di altezza tale da permettere un agevole ingresso della mamma ma impedire che i cuccioli si allontanino. L'interno deve essere molto pulito, impermeabile e confortevole. Si possono utilizzare traversine, vecchi indumenti ecc.. purché vengano frequentemente sostituiti. Molto importante è che il tutto sia isolato convenientemente dal suolo. La nursery deve trovarsi in un ambiente tranquillo, lontano da rumori e da eccessivo via via di persone e/o di altri animali.
La temperatura ambientale è molto importante, calda ma non soffocante e l'umidità non eccessiva. Al momento del parto la temperatura dovrebbe trovarsi tra i 29 e i 31 °C per poi scendere nel giro di una settimana (dieci giorni) intorno ai 25-26° C. Un ambiente troppo freddo può determinare un abbassamento della temperatura del cucciolo fino a livelli tali da poterne indurre la morte. Inoltre le femmine tendono non prendersi cura dei cuccioli con temperature troppo basse. D'altro canto una temperatura eccessiva specialmente se accompagnata da una elevata umidità può portare ad altrettanto pericolosi colpi di calore.
Per valutare la corretta crescita dei cuccioli e l'adeguatezza dell'alimentazione materna si ricorre alla misurazione quotidiana del peso dei piccoli. Alla nascita è abbastanza normale che i pesi siano diversi. Può dipendere da diversi fattori non necessariamente negativi. Tuttavia i cuccioli di peso inferiore alla media sono quelli maggiormente a rischio.
Subito dopo il parto, nelle 12-24 ore, il peso subisce un calo fisiologico dopo di che i cuccioli devono prendere peso quotidianamente. In generale ci aspettiamo un incremento giornaliero di circa il 5-10%. Se tutti i cuccioli prendono peso in maniera stentata è possibile che la produzione di latte materno non sia adeguata. Se solo alcuni cuccioli crescono poco è possibile che presentino qualche anomalia o difetto congenito, oppure che siano deboli o poco aggressivi e che quindi abbiano difficoltà ad accedere in maniera soddisfacente al latte materno.
Generalmente le cagne hanno da 8 a 10 mammelle, sono possibili situazioni in cui i cuccioli sono in numero superiore a 8-10 e quindi alcuni potrebbero avere difficoltà ad accedere ai capezzoli. Inoltre non tutte le mammelle producono latte nella stessa quantità. Generalmente quelle inguinali ne producono di più, un po' meno quelle addominali, meno ancora le toraciche. I cuccioli tendono ad attaccarsi sempre allo stesso capezzolo per questo quelli che hanno accesso alle mammelle toraciche potrebbero non assumere latte a sufficienza. D'altro canto non possiamo dare per scontato che una cucciolata numerosa sai in automatico destinata ad avere cuccioli sottonutriti. In alcuni casi si, ma più spesso no. Pesando i cuccioli possiamo capire quindi se tutto va bene o se per alcuni (o per tutti) sia consigliabile una alimentazione integrativa. Questa viene eseguita utilizzando latte artificiale specifico per cuccioli.
Potrebbe essere indicato solo un supporto (quindi il latte artificiale va ad affiancarsi a quello materno) o una totale integrazione (cioè il cucciolo viene allattato interamente con latte artificiale). L'integrazione (o la sostituzione ) può riguardare tutti i cuccioli o solo una parte. Teniamo conto però che l'allattamento artificiale presenta dei rischi per cui va intrapreso solo ed esclusivamente se ne sussistono le indicazioni.
Riguardo l'alimentazione della mamma bisogna ricorrere ad alimenti bilanciati e piuttosto ricchi. La produzione del latte è infatti dispendiosa e richiede una alimentazione adeguata. Se si ricorre a cibi industriali è preferibile utilizzare quelli per cuccioli e mamme in lattazione. Questi presentano due vantaggi: sono molto nutrienti e digeribili e, al momento dello svezzamento, i cuccioli troveranno a disposizione un alimento già equilibrato per le loro necessità.
Lo svezzamento, se non ci sono problemi, può avvenire spontaneamente, generalmente, intorno ai 30 giorni i cuccioli iniziano ad assaggiare il cibo della mamma, mentre quest'ultima presenta una fisiologica diminuzione della lattazione. Intorno ai 45 giorni di vita il cucciolo dovrebbe alimentarsi autonomamente almeno per il 75% ed avere accesso a 4 pasti al giorno per passare poi a 3 dopo i 60 giorni (ma nelle razze toy predisposte all'ipoglicemia è bene mantenersi sui 4 pasti). In casi eccezionali i cuccioli devono essere svezzati precocemente. Questa pratica non priva di rischi va fatta solo se sussistono delle motivazioni di salute (non per es. per accelerare i tempi di adozione dei cuccioli).
Normalmente i cuccioli dovrebbero restare con la mamma fino al raggiungimento della completa autonomia alimentare (diciamo 70-75 giorni).
Cordiali saluti
Dott. Fabio Maria Aleandri
Medico Veterinario
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Il cane può essere colpito da diversi tipi di parassiti intestinali. Questi "ospiti sgraditi" rappresentano un problema molto diffuso: i cuccioli sono sicuramente i soggetti più a rischio, ma anche i cani adulti possono esserne facilmente infettati. La maggior parte di questi parassiti, infatti, possiede molti veicoli di trasmissione, e basta un contatto anche occasionale o indiretto per contrarre l'infestazione. In alcuni casi il contagio si può trasmette dal cane all'uomo: per questo, prevenire e curare in modo adeguato i parassiti intestinali è importante non solo per mantenere in salute il tuo amico peloso, ma anche per proteggere il benessere della tua famiglia.
I vermi intestinali del cane possono introdursi nell'organismo del loro ospite attraverso le feci degli animali infetti: dall'intestino, infatti, le loro larve e le loro uova si riversano all'esterno, contaminando il cibo, l'acqua e le superfici. Il cane, quindi, si infetta prevalentemente leccando il terreno (dove spesso sono presenti residui fecali) e ingerendo cibo e acqua contaminati.
Tra i parassiti intestinali del cane più diffusi ci sono i nematodi e i cestodi. Al primo gruppo appartengono:
- gli ascaridi, vermi lunghi di colore chiaro, simili nell'aspetto agli spaghetti cotti. Una volta insediati nell'intestino, si nutrono del cibo ingerito, irritando la mucosa con i loro movimenti. Nelle cagne in gestazione, le larve passano attraverso la placenta infettando i cuccioli: per questo, la sverminazione del cane deve essere effettuata molto presto (di solito, non oltre i 15 giorni di vita);
- gli anchilostomi, o "vermi uncinati". Sono parassiti molto piccoli (2 cm) che possono penetrare nell'organismo anche per via cutanea e che infestano soprattutto i cuccioli;
- i tricocefali, vermi microscopici che possono colpire i cani di tutte le età. La loro diffusione è favorita dalla promiscuità, ed è quindi un evento frequente nei canili. Per la loro particolare morfologia, questi parassiti possono essere rilevati solo da esami mirati.
Del secondo gruppo, ovvero dei cestodi, fa parte la tenia (o verme piatto). Questo parassita non si trasmette con il contatto diretto, ma usa ospiti intermedi come la pulce, il suino o addirittura l'uomo. Il suo corpo è molto lungo e articolato: la sua testa si attacca alle pareti dell'intestino e si alimenta con il cibo ingerito. Il corpo cresce in continuazione: i segmenti che contengono le uova fuoriescono dall'ano e si riversano nell'ambiente esterno.
Altri parassiti intestinali del cane molto diffusi sono i coccidi, il toxoplasma gondii e la giardia, protozoi che si trasmettono per via oro-fecale. Tra i sintomi più frequenti di un'infestazione da parassiti ci sono la diarrea acuta o cronica, le difficoltà respiratorie, l'anemia, l'inappetenza, il vomito, il gonfiore addominale, gli spasmi e il dimagrimento eccessivo.
Se quindi noti la presenza di questi disturbi, rivolgiti senza indugio al veterinario, che procederà a tutti gli esami e le terapie del caso. Per prevenire le infestazioni, osserva regolarmente le feci del tuo cane (alcune specie di vermi, come gli ascaridi, sono visibili ad occhio nudo) e cura scrupolosamente l'igiene domestica; all'esterno, fai attenzione che il tuo cane non lecchi il terreno e non ingerisca resti di cibo.
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L'Anagrafe Canina è un'istituzione regionale presso la quale ogni cane deve essere obbligatoriamente iscritto, pena una sanzione. Al momento della registrazione viene creata una scheda contenente tutte le informazioni che consentono di identificare l'animale, ovvero i riferimenti segnaletici (razza, età, aspetto, ecc.), i dati del proprietario e, cosa fondamentale, il numero del microchip. Quest'ultimo requisito presuppone che, al momento dell'iscrizione, il cane sia già stato sottoposto alla microchippatura.
Ma cos'è, esattamente, il microchip? E perché è così importante? Il microchip è un piccolo dispositivo elettronico di riconoscimento che viene inserito al cane per via sottocutanea con una procedura veterinaria rapida e indolore: inoculato tramite una siringa sterile monouso, viene di solito posizionato sul collo (o fra le scapole in caso di cane molto piccolo). La prestazione è a pagamento e il costo varia da veterinario a veterinario.
Il microchip ha le dimensioni di pochi millimetri e funziona come un "transponder": in condizioni normali è completamente inattivo, e non emette alcun tipo di onda. Il cane, quindi, non ne avverte mai la presenza e non sente alcun fastidio. Solo nel momento in cui viene "interrogato" da un apposito lettore, il microchip si attiva, consentendo la lettura del codice univoco di 15 cifre riportato al suo interno. Questo codice, lo stesso registrato nella scheda dell'Anagrafe, fornisce tutti i riferimenti identificativi del cane, permettendo di risalire al suo proprietario. Il microchip e l'iscrizione all'Anagrafe, quindi, sono misure di grande efficacia nella lotta al randagismo e all'abbandono, e assolutamente indispensabili per agevolare il ritrovamento in caso di fuga o smarrimento del cane; in più, consentono di rivendicare la proprietà del cane in caso di furto.
La procedura di iscrizione presso l'Anagrafe Canina ha un costo di 8 euro (da versare alla propria ASL di competenza) e viene effettuata da un veterinario autorizzato. Qualsiasi successiva variazione dei dati anagrafici (trasferimento di residenza, nuovo recapito telefonico, cambio di proprietario, decesso del cane) va tempestivamente comunicata alla ASL. Lo smarrimento o il furto del cane devono essere denunciati alla Polizia entro 24 ore: successivamente, va effettuata la segnalazione alla ASL. Chi ritrova un cane, invece, deve recarsi presso i servizi veterinari ASL (o, in alternativa, presso un veterinario abilitato) che provvederanno a leggere il microchip e a rintracciare il proprietario.
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Ambulatorio Veterinario Aleandri a Roma

Da molti anni è in vigore per i cani l’obbligo di impianto di un microchip e conseguente iscrizione all’Anagrafe Canina. Le anagrafi sono strutturate su base regionale. Per quanto riguarda i gatti invece l’obbligo di impianto del microchip e l’iscrizione all’anagrafe è previsto (come per i furetti) solo in caso di espatrio e, quindi, di richiesta del passaporto europeo. Al di fuori di questo obbligo un proprietario di gatti di sua iniziativa può, tuttavia, far applicare il microchip e iscrivere il gatto.
L’iscrizione può avvenire con due modalità o utilizzando l’anagrafe pubblica (la stessa dove si iscrivono i cani, ma in una sezione dedicata) oppure utilizzando l'Anagrafe Nazionale Felina dalla "Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani" (A.N.M.V.I.). Nel primo caso si tratta di una anagrafe pubblica, dove è possibile registrare tutti i gatti, anche quelli che non devono espatriare. Questa possibilità non è attiva in tutte le regioni (per es. nel Lazio si) quindi dovete chiedere al vostro veterinario se, nel vostro territorio è prevista questa modalità. Nel caso dell’Anagrafe Nazionale Felina dell’A.N.M.V.I. parliamo invece di una anagrafe privata gestita dai veterinari iscritti. Un gatto volendo può essere iscritto ad entrambe le anagrafi (cosa tutto sommato consigliabile) utilizzando lo stesso numero di microchip (quindi ne va impiantato comunque uno solo)
In tutti i casi esclusa, come già detto la richiesta di un passaporto europeo, l’iscrizione non è obbligatoria, ma è altamente consigliata soprattutto nei casi in cui esiste un alto rischio di smarrimento o di furto. Se il tuo gatto si allontana spesso da casa, ad esempio, l'Anagrafe e il microchip ti consentiranno di ritrovarlo più facilmente e di poter dimostrare la proprietà del micio (cosa importante in caso di furto).
La procedura di iscrizione è complementare all'impianto del microchip, un piccolo dispositivo che viene inoculato al gatto da un veterinario autorizzato. Il microchip, delle dimensioni di pochi millimetri, ha l'aspetto di una capsula in vetro trasparente, ed è totalmente sicuro per la salute del gatto. Viene prodotto con materiali biocompatibili e viene inserito sottocute, per mezzo di una siringa sterile monouso, su un lato del collo o fra le scapole. Generalmente l'intervento non necessita di anestesia, se non in caso di gatti particolarmente irrequieti. Una volta applicato, il dispositivo non darà alcun fastidio al micio, che potrà conviverci tranquillamente senza avvertirne la presenza.
Il microchip è un "transponder": normalmente inerte, si attiva esclusivamente quando viene "interrogato" da un apposito lettore. Al suo interno contiene un codice di 15 cifre che consente di risalire ai dati del gatto e del suo proprietario registrati presso l'Anagrafe Felina. L'impianto del microchip ha un costo, che può variare da veterinario a veterinario.
Quando un gatto microchippato viene smarrito, il suo proprietario deve rivolgersi alla ASL per segnalare lo smarrimento (se iscritto all’anagrafe pubblica) o ad un veterinario aderente all’anagrafe privata (se iscritto a quest’ultima), in modo da poter segnalare l’evento sul database dell'Anagrafe. Chi ritrova un gatto, invece, deve avvertire l'autorità di competenza e poi portare l'animale presso l'ASL o un veterinario, per accertare che sia munito di microchip: in caso affermativo bisognerà verificare su quale database è registrato. Per quanto riguarda l’anagrafe pubblica in molte regioni (ma non in tutte) il veterinario autorizzato può risalire direttamente al proprietario, in altre bisogna rivolgersi ai servizi veterinari delle ASL. In caso di anagrafe privata i veterinari iscritti possono accedere ai dati del proprietario e contattarlo.
Una raccomandazione importante in caso di qualsiasi modifica dei dati (cambio di residenza o di recapito telefonico, nuovo proprietario, morte del gatto) bisogna dare una rapida comunicazione alla ASL o al veterinario aderente in maniera da provvedere tempestivamente alla correzione.
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Ambulatorio Veterinario Aleandri a Roma

Forte della sua quasi trentennale esperienza sul campo e di un elevato livello di specializzazione, l'Ambulatorio Veterinario Aleandri di Roma rappresenta oggi uno dei migliori punti di riferimento italiani nella cura degli animali d'affezione.
Non a caso, l'efficienza e la professionalità del suo servizio hanno meritato la Certificazione di qualità ISO 9001:2008: ciò ti offre la miglior garanzia di sicurezza per la salute del tuo piccolo amico, in quanto la struttura viene ispezionata periodicamente da un ente certificativo riconosciuto a livello internazionale.
Diretto fin dalla sua fondazione dal Dott. Fabio Maria Aleandri, il Centro Veterinario Aleandri si avvale di uno staff medico altamente qualificato e di una dotazione tecnologica d'avanguardia in grado di supportare a 360° ogni esigenza diagnostica e curativa. Nel pieno rispetto del benessere del cane e del gatto, il Centro punta all'ottenimento della massima efficacia terapeutica con la minima invasività e senza alcuna ripercussione traumatica sul delicato equilibrio psicofisico dell'animale; una particolare attenzione è riservata al controllo e alla prevenzione, con visite ambulatoriali di base, check up periodici ed esami accurati volti a contrastare l'insorgenza e l'evoluzione delle patologie croniche.
Tra le prestazioni offerte, l'Ambulatorio Veterinario Aleandri spazia dai disturbi cardiaci all’ortopedia, dall'oncologia alla salute dentale; è inoltre attrezzato per il trattamento delle problematiche ostetriche, dai dosaggi ormonali ai parti cesarei. Per le verifiche periodiche e il monitoraggio pre-operatorio, la struttura è dotata di tutti i più moderni macchinari per la diagnostica per immagini (ecografia, radiologia, endoscopia). Inoltre è possibile eseguire analisi cliniche a partire da quelli di routine (sangue, feci, urine) fino a quelli più specifici (esami istologici, citologie e colture micotiche) in collaborazione con un rapido ed affidabile laboratorio esterno. In casi di particolare necessità è possibile usufruire del day hospital per cani e gatti e della visita a domicilio.
L’Ambulatorio Veterinario Aleandri esegue ogni intervento chirurgico direttamente in loco: la sua sala operatoria dispone di tutte le apparecchiature per l'anestesia gassosa, il monitoraggio cardiocircolatorio e la rianimazione. Oltre alla normale terapia endovenosa, il Centro è in grado di somministrare alcuni metodi di cura particolarmente avanzati, come l'ossigenoterapia e la nutrizione enterale.
I nuovi clienti possono fruire di offerte molto vantaggiose: per chi prenota attraverso il sito internet un esame ecografico, un esame radiografico o una sterilizzazione, ad esempio, è previsto uno sconto del 15%; in più, l'esame delle feci o delle urine effettuato nel corso della prima visita è gratuito.
L'ambulatorio opera nelle zone di Marconi, Gianicolense, Portuense e Monteverde.
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Ambulatorio Veterinario Aleandri a Roma

Quando adotti un cane, prenderti cura della sua salute rappresenta una priorità assoluta: in tal senso, il primo passo da compiere è la visita dal veterinario, per un controllo generale e, soprattutto, per la somministrazione di un adeguato piano vaccinale.
I vaccini, infatti, costituiscono l'unica e più efficace arma di difesa da malattie infettive altamente contagiose nei confronti delle quali, al momento attuale, non esiste cura: i microrganismi patogeni che ne sono responsabili possono portare alla morte o lasciare danni permanenti, causando al cane sofferenze atroci. L'immunizzazione attraverso il vaccino, quindi, assume una valenza che va oltre la semplice pratica veterinaria: diventa un vero e proprio atto d'amore in grado di proteggere costantemente il tuo amico peloso, assicurando ad entrambi una serena vita insieme.
Affinché risultino davvero efficaci e non causino effetti collaterali, tutti i vaccini devono essere somministrati da un veterinario regolarmente iscritto all'Ordine. Il veterinario, inoltre, possiede le competenze più adeguate ad applicare ad ogni caso le procedure appropriate: l’iter vaccinale adatto ad un cane che vive gran parte della sua vita all'aperto e a contatto con altri cani, ad esempio, non è lo stesso di un soggetto che non esce mai di casa.
Si distinguono, a tal proposito, due tipologie di vaccini: i vaccini “core” (detti anche vaccini di base) e i facoltativi.
Appartengono al primo gruppo i quattro vaccini che devono essere imprescindibilmente somministrati a tutti i cani, ovvero cimurro, epatite infettiva, parvovirosi e leptospirosi.
I vaccini facoltativi, invece, vengono prescritti solo in alcuni casi particolari: per esempio se porti spesso il tuo cane in posti frequentati da altri cani, come i parchi pubblici e i centri di addestramento, potrà rendersi necessario vaccinarlo contro la tosse dei canili o se il tuo cane passa molto tempo in giardino dopo il tramonto o risiedete in una zona ritenuta "a rischio" per l'elevata presenza di zanzare, il veterinario raccomanderà un vaccino facoltativo altamente specifico, ovvero quello contro la leishmania.
Un discorso a parte per l’antirabbica. In questo momento in Italia la rabbia non è presente e il vaccino non è obbligatorio e, generalmente non si fa; tuttavia in caso di nuovi focolai potrebbe diventare nuovamente obbligatorio (su tutto il territorio nazionale o in alcune regioni) e può essere consigliabile farlo se si va nelle regioni del nord est e si prevede di fare passeggiate nei boschi. In questi casi qualche remoto rischio di incontrare volpi infette esiste e, per sicurezza, è bene fare il vaccino.
Comunque sarà il veterinario curante a decidere per il meglio. La vaccinazione antirabbica è invece sempre obbligatoria se si viaggia fuori dei confini nazionali.
Il momento ideale per vaccinare il cane è tra i 50 e i 55 giorni di vita, ma, in zone a rischio è possibile anche praticare la vaccinazione per la parvovirosi anche più precocemente (esistono dei vaccini specifici). Si inizia con i vaccini di base (cimurro, epatite e parvovirosi) che vanno ripetuti ogni 2-4 settimane fino a circa 16 settimane di età (il numero di richiami dipende da quando si pratica la prima vaccinazione e dalla diffusione delle varie malattie nel territorio). La vaccinazione per la leptospirosi si fa generalmente con il secondo o terzo richiamo dei “core” e si ripete dopo 3-4 settimane. Per conservare l'efficacia i vaccini vanno ripetuti nel tempo. Il primo richiamo si fa dopo 6 o 12 mesi e comprende cimurro, parvovirosi, epatite virale e leptospirosi. Successivamente la leptospirosi va richiamata una volta all’anno mentre le altre ogni 3 anni.
Il veterinario ti rilascerà un apposito libretto delle vaccinazioni dove verranno registrati tutti i vaccini con le scadenze dei successivi richiami: questo documento deve essere sempre esibito durante le visite veterinarie e in tutte le altre occasioni in cui tu e il tuo cane vi spostate insieme (i viaggi, ad esempio).

